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Prima, durante e dopo il festival


Di libri di segni d’Italia – Tre scrittori, tre disegnatori

Maggio 31, 2016

 

Con Francesca Fornario, Edgardo Franzosini e Giordano Meacci.

 

Per quanto bello, ogni libro ha un capitolo finale. “Di libri di segni d’Italia” è il titolo dell’ultimo capitolo di CaLibro 2016.

L’ultimo evento del festival ha ospitato tre scrittori, accompagnati dalle immagini di tre disegnatori tifernati proiettate sul fondale del palcoscenico del Teatro degli Illuminati. Francesca Fornario ha aperto la serata delineando in modo chiaro i personaggi e le tematiche del suo libro “La banda della culla” (Einaudi, 2015) con l’aiuto delle illustrazioni realizzate da Lorenzo Rao Locchi. Romanzo, quello della Fornario, dedicato idealmente a tutti quei figli che non sono riusciti a reggere il confronto con i loro genitori e, realmente, al padre scomparso improvvisamente. la storia porta avanti con un mix tra ironia e malinconia i temi della precarietà, della genitorialità e dei diritti civili.

Il disegnatore Giovanni Bettacchioli, da sfondo all’intervento di Edgardo Franzosini, ha creato un video dove un pennello invisibile traccia linee che danno vita a vari animali, animali tipici dello zoo frequentato dal protagonista del libro di Franzosini, “Questa vita tuttavia mi pesa molto” (Adelphi 2015), Rembrandt Bugatti. Proprio attorno a questo insolito passatempo ruota l’attività dell’artista Bugatti, scultore di bronzi raffiguranti proprio gli animali dello zoo di Anversa. “È una personalità misteriosa, anche per se stesso”, dice lo scrittore del suo personaggio; un’affermazione misteriosa che lascia curiosità e spinge a leggere il libro per scoprirne di più su una figura eclettica e dimenticata.

Nell’ultima parte dell’evento, lo scrittore Giordano Meacci ci ha trasportato le paesino inventato di Corsignano attraverso la lettura di un inedito, scritto e poi espunto dal suo romanzo “Il cinghiale che uccise Liberty Valance” (minimum fax, 2016). Il reading è stato reso ancora più suggestivo dai particolari e stravaganti fotomontaggi realizzati da Benedetta Baviera, le cui immagini ritraggono quasi sempre cinghiali  o umani con testa da cinghiale, per richiamare l’attenzione su Apperbohr, l’animale protagonista del libro che, per motivi misteriosi, ha acquisito abilità che lo rendono intelligente come un umano.

“Di libri e di segni d’Italia” ha mostrato ancora una volta come il connubio tra parole ed immagini sia vincente per creare curiosità e per invogliare il pubblico ad andare oltre le proprie abitudini di lettura. Per quanto bello, ogni libro ha un capitolo finale, ma questo non significa che la saga sia finita. Vi aspettiamo a CaLibro 2017.

Erika Primavera

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