In I miei due papà, il primo romanzo di Éric Mukendi, Boris, quattordicenne congolese naturalizzato francese, non crede ai suoi occhi quando vede arrivare il padre di cui non ha più notizie da anni e che credeva morto.
In I miei due papà, il primo romanzo di Éric Mukendi, Boris, quattordicenne congolese naturalizzato francese, non crede ai suoi occhi quando vede arrivare il padre di cui non ha più notizie da anni e che credeva morto.
Africana. Viaggio nella storia letteraria del Continente è un’antologia pubblicata dall’editore Feltrinelli, a cura di Chiara Piaggio e Igiaba Scego, già curatrici di un primo volume sulle scene letterarie delle città africane contemporanee. A Calibro Africa Festival 2024 sarà proprio Chiara Piaggio a tenere una lezione-spettacolo a partire da quel ricco volume, con le letture sceniche di Enrico Paci.
Cosa vuol dire sentirsi diversi? Il gran miscuglio, un libro di Riccardo Bozzi e Zosienka, edito da Aboca Kids, prova a spiegarcelo tramite quel mondo che ognuno di noi, in un modo o nell’altro, ha attraversato: quello della specie animale.
Trent’anni fa, nell’aprile-luglio 1994, si compiva in Ruanda il genocidio contro i Tutsi, costato un milione di morti. I giovani scampati a quella catastrofe, rimasti senza nessuno, profondamente feriti nell’anima, inventarono una forma di sopravvivenza unica al mondo. Formarono delle “famiglie d’elezione”, unendosi e nominando tra di loro un padre e una madre che assumessero nella loro vita quei ruoli perduti per sempre.
Il testo della canzone più celebre del Teatro degli Orrori, “A sangue freddo”, recita: “Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa? / Il poeta nigeriano / un eroe dei nostri tempi / Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa? / Perché troppo ha amato / l’hanno ammazzato / davanti a tutti”. Ken Saro-Wiwa, scrittore, poeta, drammaturgo nigeriano – autore di opere quali Sozaboy. Il bambino soldato (1985), Un mese un giorno. Storia del mio assassinio (1995) o Foresta di fiori (1986) – si fece portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger contro il disastroso sfruttamento di quelle terre da parte delle multinazionali, e in particolare Shell. Arrestato e pretestuosamente accusato, Ken Saro-Wiwa venne impiccato nel 1995, fra le proteste delle comunità nazionale e internazionale e senza nemmeno il tempo per fare ricorso. Come urla Pierpaolo Capovilla in “A sangue freddo”: “Ken Saro-Wiwa è morto! Evviva Ken Saro-Wiwa!”