Il testo della canzone più celebre del Teatro degli Orrori, “A sangue freddo”, recita: “Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa? / Il poeta nigeriano / un eroe dei nostri tempi / Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa? / Perché troppo ha amato / l’hanno ammazzato / davanti a tutti”. Ken Saro-Wiwa, scrittore, poeta, drammaturgo nigeriano – autore di opere quali Sozaboy. Il bambino soldato (1985), Un mese un giorno. Storia del mio assassinio (1995) o Foresta di fiori (1986) – si fece portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger contro il disastroso sfruttamento di quelle terre da parte delle multinazionali, e in particolare Shell. Arrestato e pretestuosamente accusato, Ken Saro-Wiwa venne impiccato nel 1995, fra le proteste delle comunità nazionale e internazionale e senza nemmeno il tempo per fare ricorso. Come urla Pierpaolo Capovilla in “A sangue freddo”: “Ken Saro-Wiwa è morto! Evviva Ken Saro-Wiwa!”